lunedì 19 settembre 2011

UNITRE AUGUSTA CAMBIA VESTE.
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UNITRE AUGUSTA

giovedì 14 aprile 2011

"Tutti collaboratori attivi" Incontro 11 Aprile 2011


       Dr. Giuseppe Caramagno                                                 

                     
Tutti collaborativi attivi della nostra Associazione per alimentare il nostro sito, strumento di:

  • diffusione dei valori Unitre: Cultura, Umanità, Solidarietà;
  • archiviazione elettronica delle attività della nostra Associazione;
  • conoscenza reciproca tra soci-compagni di classe;
  • dialogo tra soci e tra soci e docenti Unitre;
  • immagine della nostra Associazione verso l’esterno familiare, amicale, cittadino, il mondo.
Se tale può e deve essere il nostro sito tutti dobbiamo sentirci  parte attiva e interessati. Ciò significa, concretamente, dagli giornalmente vita. Tutti siamo in grado di farlo, purchè disponibili.

Come?

Facendo pervenire alla redazione, tramite i collaboratori, compagni di classe, conversazioni o appunti scritti, riguardanti:

la sfera personale
  • Chi sono: età                          titolo di studio              la mia famiglia
  • Un ricordo significativo della mia vita.
  • Esperienze che desidero condividere.
  • Difficoltà che incontro nel mio vivere quotidiano e come cerco di superarle.
  • Che cosa penso oggi della vita.
  • Sintesi delle riflessioni che qualche lettura ha suscitato in me e che  desidero fare conoscere ai “compagni di classe”.
  • Pensieri e riflessioni sul “tempo presente” riguardanti  aspetti sociali, economici, morali, religiosi.
  • I miei hobby, i miei interessi.

la sfera sociale
  • Come vorrei la società in cui vivo.
  • Che cosa mi sento di suggerire alle nuove generazioni.
  • I miei desideri per migliorare la qualità della vita nella mia città.

 la sfera associativa Unitre
  • Che cosa rappresenta l’Unitre per me.
  • Suggerimenti per migliorare l’Associazione.
  • Nuove iniziative che mi piacerebbe venissero realizzate nel prossimo anno accademico.
  • Iniziative che la nostra Associazione potrebbe realizzare per concretizzare ulteriori atti di Umanità e Solidarietà.

Il Presidente

                                                                                                       Dr. G. Caramagno

Serata in aula dell'11 Aprile 2011


                                                 Il Presidente Dr. G. Caramagno

                            
                                         
A cura del Direttivo,  più che un incontro culturale, è stato, come programmato, un incontro sulla vita dell’Associazione, avente ad oggetto:

-          situazione finanziaria;
-          dal blog al sito con proiezioni multimediali dimostrative;
-          tutti collaboratori attivi;
-          gita sociale di un fine settimana.

E’ stata l’occasione, da parte del Presidente, a nome del Direttivo, per:

  • presentare ai soci un consuntivo finanziario dell’Associazione dal novembre 2010 al 10 aprile 2011 ed un preventivo sommario delle spese da effettuare fino alla chiusura dell’anno accademico;
  • per annunciare la cerimonia di chiusura dell’anno accademico che sarà effettuata il 27 maggio con la partecipazione eccezionale della Pres. Nazionale Prof.ssa Irma Re, ospite dall’Ammnistrazione Comunale, su espresso desiderio del Sig. Sindato Dr. Massimo Carruba;
  • portare a conoscenza che il DVD realizzato dalla nostra Associazione, come da progetto pubblicato sul nostro blog, curato dal nostro docento Dr. Antonio Cramagno e suoi amici collaboratori, sponsorizzato dalla nostra Amministrazione comunale, sarà presentato alla cittadinanza entro la prima metà del mese di giugno prossimo.

L’argomento a cui è stato dedicato più tempo è stato la presentazione ai soci del realizzato sito web www.unitreaugusta.it, annunciato con la dizione “dal bolg al sito”.
Dopo le motivazioni addotte dal Presidente per questa nuova avventura telematica, approvata dal Direttivo, il realizzatore del sito, Sig. Francesco Bari, ha evidenziato, con proiezioni multimediali alcuni esempi di navigazione nel sito comparandoli al blog, suscitando così, entusiasmo e compiacimenti.
E’ stata l’occasione, per il Presidente, per dare slancio e vigore all’iniziativa già pubblicata nel blog con la rubrica “L’Unitre, la Città e il nostro blog”, nella sottorubrica “Dialogo tra soci Unitre Augusta”.
Il Presidente si è soffermato sull’iniziativa “Tutti collaboratori attivi” che potrà proseguire durante il periodo della pausa culturale estiva, supportata da un gruppo di soci-alunni che, nell’immediato futuro saranno comunicati in aula, congiuntamente alle modalità operative.
E’ stata quindi distribuita ai presenti la fotocopia del dettaglio di tale iniziativa che, di seguito, vieni qui pubblicata.
Il Presidente ha quindi sottolineato che fino alla chiusura del corrente anno accademico coesisteranno, a fine sperimentale, sia il blog che il sito, e che in futuro, nel merito, sarà il Direttivo ad assumere valutazioni e decisioni.
Circa la gita di un fine settimana, considerata la esosità della spesa, in questo periodo di crisi finanziaria per le famiglie, si è optato per una gita giornaliera “Ai luoghi di Moltalbano” da effettuarsi il 5 giugno prossimo.

                                                                                  La Redazione.

Incontro D.ssa Jessica Spinelli su Arteterapia

D.ssa Jessica Spinelli

Arteterapia: quando il bello porta al benessere

L’incontro ha avuto inizio con la formulazione di alcuni quesiti cui abbiamo cercato di dare una risposta durante il corso della serata:

- Cos’è per noi l’arte?
- Cosa si intende per arteterapia?
- Perché, come e  in quali contesti è possibile associare l'arte al benessere ed alla cura di sé?

Dopo aver dato una definizione più ampia e meno stereotipata al concetto di arte accostandola non solo all’immagine di un quadro, una scultura o un museo, ma anche alla musica, alla fotografia, alla cucina, al teatro. Ci siamo soffermati sull’arte intesa non come “prodotto finito”, ma come “processo creativo”, come  atto del fare” nonché come strumento che permette di dare forma e comunicare percezioni, sentimenti, pensieri.
Ma in che modo l’arte può unirsi alla terapia? Cosa intendiamo per Terapia? Normalmente associamo questo termine a parole come farmaco, riabilitazione, cura. In arteterapia viene intesa come “trasformazione”. Quante volte ci siamo sentiti stanchi, ansiosi, tesi, agitati per via di un pensiero, una preoccupazione e abbiamo provato una sensazione di malessere nonostante il nostro fisico fosse in piena salute? In questi momenti, di cosa avremmo avuto bisogno se non di qualcosa, qualsiasi cosa, che avesse il potere di trasformare quel nostro stato di malessere per godere della salute del nostro corpo?
Non può esistere benessere fisico se, quest’ultimo non è accompagnato da un benessere psichico ed emotivo e viceversa.
Fine ultimo dell’arteterapia è quello di creare armonia tra le tre dimensioni del benessere:
·        benessere fisico
·        benessere emotivo
·        benessere psicologico
Benessere a 360 gradi proprio perché il  “Fare arte”, l’immergersi in un’attività creativa, determina sollecitazioni a livello fisico, intellettuale ed emozionale che portano a mutamenti organici e psicofisiologici che favoriscono i processi di guarigione.
Fare arte, coinvolge l’individuo nella sua totalità mente-corpo. L’attività creativa richiede infatti non solo un impegno intellettivo e cognitivo – legato all’immaginazione e all’ideazione del ‘prodotto artistico ’ – ma anche un impegno percettivo, sensoriale, e motorio, legato alla produzione artistica in senso stretto. 

Le tecniche legate all’ arteterapia hanno dunque la funzione di porre in miglior comunicazione soma e psiche, mente e corpo, e di far in modo che vi sia un rapporto più fluido ed equilibrato, e dunque più sano, tra questi due inscindibili aspetti che ci costituiscono.
Fare arte, nel senso di impegnarsi in un’attività nuova e creativa, promuove inoltre l’attivazione dell’emisfero destro del cervello, che presiede appunto alla creatività, alla fantasia, all’intuizione, alla comunicazione e ai segnali corporei (pensiero analogico). A tal proposito ci siamo soffermati su un particolare della Cappella Sistina di Michelangelo e precisamente sulla "Creazione di Adamo", in cui abbiamo visto che il gruppo di angeli attornianti la figura di Dio crea una sagoma incredibilmente simile all'immagine di una sezione sagittale del cervello.


Dopo un excursus storico in cui abbiamo osservato in che modo le varie forme di arte( danza, musica, teatro,pittura) siano state utilizzate nei secoli come particolari forme di cura. A partire dalla preistoria con le danze tribali, le immagini sciamaniche e il teatro nell’antica Grecia siamo giunti alla nascita dell’arteterapia vera e propria come viene concepita ai giorni nostri.
Abbiamo visto che, come tecnica terapeutica e riabilitativa, l’ arteterapia si è sviluppata solo di recente , intorno agli anni ’50, grazie al contributo di quelle che sono considerate le madri dell’arteterapia: Margaret Naumburg e Edith Kramer in seguito ai successi ottenuti attraverso l’utilizzo di attività creative in ambito educativo con i bambini rifugiati nel ghetto di Terezin al termine del II conflitto mondiale.
Infine abbiamo esplorato quelli che sono i vari  ambiti di applicazione dell’ arteterapia e che abbiamo suddiviso in tre grandi aree:
·        quella della terapia, sviluppatasi principalmente come strumento di sostegno nelle cure psichiatriche di persone con gravi disturbi psichici
·         quella della riabilitazione, per soggetti con danni neurologici e con handicap fisici
·         e quella dell’educazione che vede l’utilizzo dell’arteterapia con persone “normali”(non portatrici di disagi specifici), come forma di educazione, appunto, alla sensibilità, alla creatività, all’autoconsapevolezza e alla accettazione di sé.

In conclusione per chiudere il nostro incontro in maniera creativa, allegra e  affine al principio delle arti terapie, abbiamo intrapreso un “dialogo sonoro”. Ognuno di noi, immedesimandosi  in uno strumento musicale ha contribuito a dare vita alla “Armoniosa Sinfonia” dell’orchestra Unitre di Augusta sotto la direzione della sottoscritta.

Curriculum vitae della D.ssa Jessica Spinelli
Nata ad Augusta il 28 Agosto 1983.
All’età di 5 anni è già cominciato il mio interesse per il movimento e la ginnastica artistica.
 Da allora lo sport e la passione per il movimento del corpo umano non mi ha più abbandonato. Ho deciso infatti, dopo la maturità scientifica, di intraprendere gli studi in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l’Università di Catania dove ho conseguito la laurea triennale nel marzo del 2008. Dopo circa un anno gli studi sono proseguiti con il Master in Arti Terapie E Tecniche Di Intervento presso l’Università Uni3 di Roma. Questa scelta nacque dal desiderio di lavorare nel settore del benessere con la sport-terapia ed il movimento adattato alle patologie e alle disabilità. In questo l’arteterapia, e in particolar modo la danzaterapia, costituiscono un ausilio dando un contributo  psicologico ed emotivo accanto al supporto fisico fornito dalla ginnastica posturale e adattata. Sono convinta che il benessere nasca da questo : dalla stretta relazione che si crea tra corpo e mente. Per anni ho lavorato nel settore del fitness e  della preparazione atletica. Attualmente lavoro presso un centro di riabilitazione cardiologica come esperta in sport terapia, sto proseguendo i miei studi presso l’Università Kore di Enna in“Scienze delle Attività Motorie e Sportive per la Tutela della Salute” e seguo corsi di aggiornamento per specializzarmi come chinesiologa clinica.
Nel tempo libero mi dedico allo sport e alle artiteterapie in particolar modo alla danza e alla teatro terapia. In cantiere: la costituzione di una associazione di volontariato”I Viaggia...attori” che sfrutti una particolare forma di teatro spontaneo per operare in contesti di cambiamento sociale per la prevenzione del disagio e la promozione della salute; in ambito educativo o con particolari soggetti sociali quali ad esempio: soggetti diversamente abili, anziani, immigrati,detenuti,vittime di violenza.

"I tre incontri del Dr. Prof.Salvatore Cannavà-Psicologo

                                        Dr.Salvatore Cannavà con il Pres. Dr.G. Caramagno

Curriculum del Dr.Salvatore Cannavà

Master in Human Behavior  - Laurea in Psicologia –  Specializzazione post Laurea in Psicoterapia Comportamentale  - Master and Doctor of Optometry - Ph.D. Dottorato di Ricerca in Psicofisiologia della Visione  - Diploma post Laurea in Naturopatia – Diploma Universitario post Laurea in Illuminotecnica e Cromotecnica -  Diploma Universitario post Laurea di Abilitazione  al rilascio di Certificazioni di Idoneità psichica alla guida – Iscritto Albo Regionale Psicologi della Sicilia – Albo Periti ed Esperti CCIAA e Tribunale Siracusa – Componente la Commissione di studio per la Psicologia nel Volontariato presso l’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia.

            Si occupa di Optometria – Psicologia Comportamentale - Psicologia della visione e Visual training  -  Psicologia Professionale e dell’emergenza - Naturopatia

            E’ stato Docente Universitario presso la La Jolla University di Lugano; il Centro Interuniversitario Ticinese, Lugano; la Coluccio Universitas, Pescia; l’Università Statale di Riga, Lettonia - è attualmente Docente accreditato presso il Ministero della Salute per i Corsi di Educazione Continua in Medicina  - è Docente di Corsi di Psicologia professionale e del volontariato - è Formatore nell’ambito del Volontariato e del Servizio Civile. Oltre una sessantina gli elaborati scientifici prodotti


Incontro del 22 Marzo 2011

"Metabolizzazione e sostegno al dolore: dall'aspetto fisico alla solitudine"

“L’ESSERE UMANO DI FRONTE AL DOLORE”


     L’Interpretazione ed il “vissuto” del dolore sono, ovviamente, soggettivi e possono dipendere da svariati fattori, tra cui l’indole del soggetto, la sua capacità assuefativa, la cultura, le circostanze e, persino, dal Credo religioso. La trasmissione fisica del dolore avviene attraverso meccanismi neurofisioogici che chiamano in causa tutto l’apparato sensoriale di cui è fornito l’organismo umano e si propaga attraverso circuiti e relais fisiologici, propri di ogni individuo. Esistono diverse teorie in merito al controllo del dolore; così come sono variegati gli elementi tipologici del dolore stesso. Variamente soggettivi ed oggettivi, poi, sono i meccanismi percettivi del dolore che viene “prodotto” e/o “avvertito” da sorgenti organiche e psicosomatiche. Un breve cenno viene fatto sul trattamento del dolore e sul conseguente approccio multimodale. Tra farmaci, scelte personali, etica e burocrazia. Un ruolo basilare nel difficile rapporto di ogni essere umano col proprio e l’altrui dolore è svolto dal familiare accudente. Va anche focalizzata l’attenzione sulle caratteristiche del trattamento del dolore e sulle soggettive ed oggettive linee guida sul trattamento del dolore. Ognuno di noi “vive” il dolore provato o accudito, anche a seconda di influenze etniche e culturali specifiche. Non sempre, la cosiddetta Società “civile”, è pronta e preparata di fronte al dolore. Spesso, viene lasciato spazio a libere interpretazioni personali od a viscide pastoie burocratiche che possono minare la dignità umana e non alleviare la sofferenza. A volte, tralasciando, od interpretando a proprio comodo, il senso etico, deontologico e morale del libero arbitrio.

Incontro del 29 Marzo 2011

                   
“Star bene aiutati dalle risorse naturali”


     Analizziamo qual’è il nostro fabbisogno energetico reale, in un impegno psicofisico medio di una persona di “mezza età avanzata”, con ridotto o nullo impegno lavorativo e scarsa attività fisica. Nell’alimentazione, il gusto e la fame nervosa, giocano un ruolo importante nello stress psicofisico alla ricerca del cibo. Spesso si mangia per gola, per mancanza di altri stimoli, per compensare un’attività lavorativa che rallenta o non c’è più. Da qui, onde prevenire od attenuare potenziali problematiche a carico dell’alterazione del metabolismo organico e / o psicorganici, è importante attenzionare la tipologia ed opportunità del consumo degli alimenti. Così come è fondamentale a tutte le età, ma in special modo nell’infanzia e oltre gli …anta, appurare l’opportuno apporto di Vitamine, Sali Minerali ed oligoelementi attraverso gli alimenti. Ma, tutto ciò, non basta. Uno degli errori più comuni, infatti, risiede non solo nella scelta del cibo, ma anche negli accostamenti dei cibi tra di loro. Per cui, avremo accostamenti alimentari: utili o deleteri. Per un corretto ed equilibrato apporto calorico e nutrizionale, ognuno di noi, in linea di massima, dovrebbe consumare 5 pasti quotidiani. Tre fondamentali: colazione, pranzo e cena e due spuntini, a metà mattinata ed a merenda. Fondamentale, dunque, l’abbinamento dei cibi, per poterli distribuire nell’arco della giornata. Dovremo considerare il fabbisogno alimentare ideale, possibilmente personalizzandolo individuo per individuo, quotidiano, settimanale e mensile. Oltre ad una indispensabile sana alimentazione, possiamo considerare l’opportunità di sopperire a talune carenze od a determinati problemi di salute, chiamando in causa le risorse della natura, in soccorso ai nostri malesseri ….. degli anni ‘anta. Ovvero: come curarsi o prevenire alterazioni metaboliche attraverso l’assunzione di elementi naturali, quali gli estratti vegetali o gli oligoelementi, ecc.


Incontro del 5 Aprile 2011

 
“IKEBANA ed EMOZIONI”


     L’kebana è un’antica arte orientale, risalente al XII secolo, volta alla disposizione dei fiori ed alla composizione anche con piante ed elementi vegetali di varia forma e natura. Nasce per allietare vari momenti della giornata o della vita dei nobili e dei sacerdoti di allora; per giungere fino ai giorni nostri per arredare gli ambienti in cui viviamo. Ogni Ikebana appartiene ad una scuola, potremmo dire ad una cultura o ad un uso specifico. E’ intuibile l’emozione che ogni composizione, specie dopo averne spiegato il più recondito significato, può trasmettere all’osservatore, attraverso il vissuto stesso dall’artista che l’ha realizzata. Quale ulteriore elemento decorativo potremo avere anche il “kakemono” : il pannello che può fare da sfondo ad alcune opere.
La Scuola “ikenobo” suscita flessuosità e femminilità, contrapposte al vigore maschile. Le composizioni “shoka” si avvalgono di un interessante connubio tra fiori e piante ed il contenitore che le racchiude; tutto secondo un cerimoniale ed un significato ancestrale. Le composizioni “chabana” venivano utilizzate per ingentilire la cerimonia del the. I “kago”, invece, vogliono trasmettere pace attraverso il riposo della natura. Vivacità ed al contempo candore è espressa dai “nagheire”. La Scuola “kakebana” propone composizioni che inneggiano all’amicizia, e ben auguranti in genere. Gli Artisti di “moribana”, combinano tra loro più elementi vegetali per rappresentare ora la forza e la passione, ora la determinazione e la disponibilità. La Scuola “morimono” induce nell’osservatore una liberatoria sensazione di appagamento, opulenza, felicità.
Ogni autore di ikebana interpreta la materia che ha scelto di plasmare, nel nostro caso vegetali, e ne da una sua lettura, rivolgendo il proprio stato d’animo a chi osserverà la sua opera e che, a sua volta, “vivrà” le proprie intime ed originali ed uniche emozioni.
                                                        a cura di Salvatore Cannavà



  

mercoledì 6 aprile 2011

Gita a Caccamo del 3 aprile 2011




Cari amici Unitre

Domenica 3 Aprile ci siamo recati in gita a Caccamo. La giornata era cominciata un "pò lenta", cosi come dice Cementano in una sua famosa performance, sia per il ritardo del nostro Presidente che ci aveva fatto temere che non venisse, sia per i tornanti da fare per salire su al  paese di Caccamo.
Anche chi vi scrive ha sofferto un po’, ma ci siamo ripresi subito con la sosta in campagna dove abbiamo degustato con piacere quasi famelico, le locali "schiacciate" condite con acciughe, formaggio, olio e origano.
Era già salita sul pulman la guida, una graziosa ragazza del luogo, che ci ha edotti sulla storia del paese che risale pare ai "Cartaginesi". Siamo saliti al Castello, che è il vanto e la ricchezza del paese.
Si tratta di una costruzione del 1010 con aggiunte posteriori, presso cui si sono susseguite nel corso dei secoli tante e svariate signorie Spagnole, Angioni ecc.
Quello che mi è piaciuto di più è stato l'interno del Castello per la sua buona tenuta. E a questo punto quasi in automatico, faccio il paragone con il nostro Castello Svevo e dentro di me mi ribello per l’incuria e quasi indifferenza cittadina e amministrativa e …mi viene una rabbia!!!!!!!!!!!
All'una ci siamo recati al ristorante, dove abbiamo pranzato.
Poi visita al Duomo con i suoi tanti tesori e opere d'arte. La cosa che più ci ha lasciato senza fiato è stato il panorama dall'alto, la cui vista del fiume San Lorenzo mostra la forma di un immenso lago posto fra una raggera di monti, di un colore verde brillante perché come se fosse in uno specchio, riflette il verde della vallata circostante.
Se l'andata era stata fiacca, al ritorno eravamo tutti gasati, vuoi per il pranzo, vuoi per qualche bicchiere di vino, per cui  con l'aiuto di due CD musicali  abbiamo prima ascoltato con l’ironia solita delle barzellette, poi della musica fantastica, tutto anni 60.
Così con una spensieratezza giovanile, ci siamo scatenati a cantare in un crescendo di allegria.
Per quanto mi riguarda mi è successa una cosa strana: io Angela Gulino di anni 63, mamma di tre figlie e nonna di quattro nipotini mi sono trasformata in un’ adolescente di sedici anni con l'ardore e spavalderia tipica dell’ età che si divertiva a cantare con i suoi compagni di classe. Che dire di più? E’ stata una fantastica giornata.
                               
                                                                                 Angela Gulino.

Gita a Caccamo
Anche una levataccia può essere accettata volentieri, se si ha la prospettiva di una bella giornata.
In verità, alle ore 7 del mattino, i volti di tutti erano sorridenti e pronti ad affrontare il lungo viaggio fino alla meta. La puntualità, richiesta dal Sig. Passanisi, organizzatore della gita, è stata da tutti rispettata.
Sin dalla partenza si è manifestata per alcuni una strana curiosità: cosa si sarebbe mangiato a pranzo!
Ora, io capisco se si fosse trattato di una gita eno-gastronomica, ma, per una gita culturale, l’interesse sarebbe dovuto vertere su monumenti e bellezze paesaggistiche, lasciando al cibo il solo ruolo di nutrimento del corpo e non dello spirito. Tuttavia, nel corso della giornata, vari sono stati i momenti in cui anche lo stomaco è stato allietato.
All’arrivo a Caccamo, siamo stati accolti da una gentile guida di nome Donatella, che ci ha accompagnati presso una casa di campagna dove vassoi colmi di focaccia fumante e vino ci hanno dato il benvenuto. Successivamente, dopo un classico ed abbondante pranzo, abbiamo potuto gustare un dolce tipico:il buccellato, e, per non farci mancare niente, data la calda giornata, non potevamo non assaggiare del gelato di cui non solo il Presidente è ghiotto, così come ci ha dichiarato,ma quasi tutti  i partecipanti alla gita; purtroppo, per Pina Danieli ( la nostra energica capoclasse) il gusto limone, suo preferito, sarebbe stato pronto solo il giorno dopo.
Chiusa la parentesi godereccia, torniamo allo scopo del nostro viaggio: visitare Caccamo e le sue bellezze. 
Già lungo la strada la nostra Sicilia si è mostrata a noi con i suoi bei colori, in una splendida giornata di primavera. Grossi cespugli fioriti di ginestra punteggiavano di giallo i campi verdi, ed ancora estese coltivazioni di carciofi e di fave ci hanno accompagnato fino all’arrivo a questo paesino abbarbicato su un costone di roccia, sulla cui cima troneggia il suo famoso castello con le sue torri e le sue mura merlate.
La nostra guida, Donatella, ci ha accompagnato a visitare solo alcune delle 130 stanze di cui si compone, narrandoci via via  leggende e fatti storici riguardanti le varie famiglie che si sono susseguite come proprietari del castello. Così abbiamo scoperto che, data l’omonimia del cognome e qualche altra particolarità, forse, ripeto forse (perché è da appurare), tra di noi era presente una lontana discendente di una di quelle nobili famiglie. Ogni momento è stato puntualmente immortalato dalla nostra cara ed infaticabile fotografa Edda, che ritrae tutti e raramente viene ritratta.
Per quanto riguarda la visita al Duomo, dedicato a San Giorgio, ricco di affreschi sia antichi che di epoca più recente, ma tutti di ottima fattura, adornato anche con stucchi, marmi e sculture lignee, un ricco reliquiario in oro zecchino ed un pregevole fonte battesimale in marmo bianco in un sol pezzo, della seconda metà del quattrocento, per tutto questo, dicevo,  non abbiamo potuto fare fotografie, perché vietato e ne porteremo solo un ricordo personale.
Volendo ancora descrivere la bellezza del luogo, non si può tralasciare di ricordare il lago, formato da una diga sul fiume San Leonardo, le cui acque verdi, rispecchianti la vegetazione circostante, dà un senso di quiete e di  antica fiaba: “C’era una volta in un vecchio castello….”
Ma ecco che ormai l’orologio scocca le ore 18, così  decidiamo che è tempo di lasciarci alle spalle stradine in salita , in discesa , piccole scalinate formate da ciottoli levigati dal tanto passare, tra i quali piccoli ciuffi d’erba sbucano prepotenti. Lasciamo, insomma, il vecchio borgo per il ritorno a casa.
Il viaggio, sul comodo pullman, scivola via accompagnato dal lento tramontare del sole. I cori a squarciagola non riescono a decollare perché manca un coordinatore, così Pina fa partire un CD con antiche canzoni anni sessanta, le parole le conosciamo quasi tutti e molti le cantiamo insieme.
Le luci di Augusta si scorgono ormai all’orizzonte ed iniziano i ringraziamenti di routine, il Presidente non dimentica nessuno tra tutti i collaboratori  alla preparazione e buona riuscita della gita.
Da parte nostra un grazie al Presidente che ha partecipato anche per senso di dovere, al Sig. Ugo Passanisi ottimo organizzatore, ed infine, ma non ultime Pina Danieli e Lina Di Grande eccellenti hostess che si sono occupate amorevolmente dei passeggeri.
Tania Tudisco